martedì 13 maggio 2014

IL SUCCO DEL DISCORSO giocare trasformare scrivere con un oggetto quotidiano


I.C. FALCONE E BORSELLINO di ROMA

giornata della legalità   21 maggio 2014

                             CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELL'INFANZIA del  20.11.1989

Art. 13
  1. Il fanciullo ha diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo.
III B e III C primaria

Francesca Agostini   Valeria Bertini   Emanuela Bussi Anlorenz Cabaluna
Eleonora Calabrò Martina Carbonara Anna Carpaneto Greta Ciamacco
Giulio Conti Beatrice Corsi Clara Cursi Giulia Cutonilli Alessandro De Biase
Alessandro De Giorgi Francesco Di Antonio Brando Di Domenico Daniele Di Gioia
Claudia Di Giuseppe Michele Fedeli Riccardo Giordani Gaia Gobbo
Beatrice Guardia Stefano Guercio Elena Izzo Ilan Habib Hanna Hadoug
Mario Leone Giulia Maietta Elisa Martinelli Michele Mattei Matteo Merlini
Antonio Montesano Eleonora Obambi Alessandro Oddi Cecilia Ottaviano
Diego Petiziol Alessio Rende Valerio Riccomi Domitilla Romualdi
Giovanni Rossetti Sofia Rossi Giovanni Santini Claudia Santirocchi
Andrea Santorsola Jherwin Solosa Sara Sanzini Marco Targia Eleonora Trimboli



1 di 3. Rivestiamo i contenitori con carta bianca decorata o disegnata a mano. Il tema è libero e può variare da faccia a faccia.











2 di 3. Prepariamo sfondi e cornici per l'esposizione che faremo a scuola. I disegni riprendono il tema scelto per il contenitore.







3 di 3. Ora scriviamo, liberi di scegliere quello che ci pare: una storia, una barzelletta, la descrizione dell'oggetto stesso, una leggenda inventata da noi,la cronaca di un giorno importante, una poesia, una filastrocca.








21 maggio 2014: Scuola aperta,in onore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La mostra è pronta,accogliamo i visitatori.




mercoledì 25 dicembre 2013

ALBUM DI GIOCATTOLI - uno scritto e disegni di Vincenzo Manca su giochi e giocattoli nella Sardegna del primo Novecento




Vincenzo Manca  ALBUM DI GIOCATTOLI, Mediando Edizioni, 2013

Il pittore e intellettuale sardo Vincenzo Manca Luridiana (Ozieri 1916-Sassari 2013), durante gli anni Settanta progetta uno scritto sui giochi della sua infanzia nel paese di Pattada. Lo realizza insieme a una serie di disegni che riproducono giocattoli costruiti artigianalmente da mani di piccoli e grandi, con l’impiego di oggetti e materiali della vita del lavoro o della casa e reinterpretati con fantasia e creatività.
L’omaggio a Pattada e per esteso alla gente della Sardegna, per tutta la vita dell’autore punti di riferimento e di ispirazione, propone l’occasione di cogliere in poche pagine diverse linee di interesse e di riflessione di una personalità che ha praticato la politica, l’insegnamento, il giornalismo, l’arte in una dimensione di rafforzamento reciproco e organico. 

Anche molti anni dopo la sua composizione, questo lavoro scritto di Vincenzo Manca ci ha dunque colpito per lo sforzo di comprensione dei legami tra attualità e vita passata, per l’impegno con il quale il suo inchiostro ha voluto tracciare parole e figure, in onore di una eredità di popolo vissuta come cosa di tutti, dei bambini per primi.

Annalena Manca

AUSTEN E I CHING 3. Apertura. Il lettore attivo

I Ching e i romanzi di Jane Austen si distinguono per la loro apertura nei confronti di chi legge. Sebbene i temi che trattano siano complessi, invogliano all'analisi personale e attiva di fatti e relazioni.

L'I Ching comunica immediatamente per immagini, tanto familiari quanto evocative. La giustapposizione variabile di segni di cielo, lago, tuono, fuoco, terra, montagna, acqua e vento favorisce soluzioni combinatorie creative. I Ching offre un perpetuo vocabolario per l'esistenza, è un'opera felicemente inconclusa.
Le modalità di consultazione del classico cinese possono essere varie: per cominciare, si inquadra una situazione presente e tramite un'operazione di sorteggio con monete si individuano gli esagrammi da consultare. Oltre all'immagine, il Libro fornisce una parte testuale densa di commenti e chiavi di interpretazione. Gli esagrammi possono essere considerati in piccoli nuclei di correlazione o attraverso contrasti: ogni esagramma ha il suo opposto, che può rappresentare ciò che una situazione "non è", dipingendo ulteriormente il quadro. In alcuni casi si preferisce premettere all'analisi una domanda, altre volte è interessante tacere e "farsi leggere" dagli esiti medesimi.
La riscrittura continua che il Libro dei Mutamenti consente è possibile se il lettore opera con adesione interiore, altrimenti la voce del saggio si fa inudibile, le parole e i significati suonano vacui e indeterminati. L'aspetto di partecipazione attiva è fondamentale, perché il lettore opera scelte di significato rispetto ai contenuti, che vanno trattati con atteggiamento disponibile alla percezione e alla graduale consapevolezza dei propri aspetti critici. In questo senso, aprire l'I Ching è quanto di più diverso possa esistere dal porre una sfera di cristallo tra noi e un veggente. Nella consultazione dell'I Ching, mago e richiedente sono la stessa persona, subordinata a leggi di realtà e autenticità spesso difficili da comprendere e accettare, se non nel tempo e con umiltà. Questo è uno dei messaggi: ti sai leggere?


Quale attiva apertura e quale dialogo propongono, i romanzi di Jane Austen?

Datati più di due secoli, trattano sempre dello stesso argomento: l'affermazione dell'amore come comunione di spiriti in contrasto con l'inautenticità, i pregiudizi di classe e l'incombere asfissiante della materialità; si svolgono perlopiù in un ambiente di provinciale campagna, circoscritto fino alla claustrofobia sociale, con protagoniste di età acerba che per reagire alla banalità e alla povertà spirituale mettono a rischio il tradizionale futuro di cui dispongono – piccolo, prevedibile, ma pur sempre un futuro.
Ecco il punto di apertura: la proposizione di donne protagoniste della propria felicità, rivolta a uno stuolo ancora innumerevole di lettrici e lettori. Jane Austen ha messo al mondo creature femminili capaci di compiere - e conoscere attraverso la lettura - un cammino di consapevolezza e autodeterminazione verso il meglio, il positivo. Lo ha fatto da esponente della classe media, operosa, concreta e costruttiva, procedendo con tenacia e senso etico alla sua personale riforma del sistema letterario e sociale, ed è andata oltre. Il personaggio più potente del mondo austeniano è proprio lei, Jane. Lei ha scritto, lei ha compiuto una rivoluzione, la compie ogni giorno: lo conferma il consenso strepitoso che continua a riscuotere. Il fatto che ci sia tuttora bisogno di Austen, oltre a dimostrare il buon palato dei lettori, indica l'attualità della subordinazione femminile e della questione etica, sottolinea l'esistente conflitto tra classi e rimarca la decisiva influenza esercitata dal denaro sulle scelte dell'individuo: se in questi temi c'è ristrettezza, è questione da imputare alle società che ancora perpetrano concetti di diseguaglianza e disarmonia morale, non certo alla scrittura di minuziose pagine su un tavolino dello Hampshire.
Una seconda forma di apertura offerta dall'autrice risiede proprio nel suo linguaggio: accessibile, arguto, critico, magistrale.  Si emerge dai suoi romanzi con la sensazione di essere migliorati nel tono, nella capacità di osservazione, nell'interpretazione dei fatti vicini e lontani, degli altri e di sè.
Se ci si appassiona, l'intero canone diventa un unico grande libro. È una terza forma di apertura: l'unitarietà dei temi e dell'ambiente permette la declinazione di fasi di passaggio e mutamento della crescita tra un volume e l'altro; ciò vale anche per uno studio evolutivo dell'autrice, come testimoniano per esempio le atmosfere e le vicende più cupe o complesse di Mansfield Park, Emma Persuasion rispetto alle opere precedenti, In questo senso, le storie e le protagoniste di Austen possono aprirsi l'una all'altra, interpretandosi e completandosi a vicenda.



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AUSTEN E I CHING 2. Il Libro dei Mutamenti e i romanzi maggiori di Jane Austen

La lettura del Libro dei Mutamenti (I Ching) può portare a considerare le opere di Jane Austen in una peculiare prospettiva. 


Il Libro dei Mutamenti  è un testo antichissimo, scritto in cinese da un imperatore e suo figlio guidati da un saggio taoista. È formato da 64 immagini dette esagrammi, risultato della combinazione binaria di otto simboli fondamentali, ciascuno dei quali costituito da tre linee spezzate o continue, originate dalle due modalità del cambiamento, lo yin e lo yang.
Ogni esagramma è numerato e ha un titolo. Per la maggior parte si tratta di verbi. Soltanto due sono oggetti: il Pozzo e il Crogiolo. Ogni esagramma ha un commentario che parla di morte e vita, rigenerazione e decadimento; gli aggettivi prevalenti esprimono arcaico dualismo: grande e piccolo, inferiore e superiore. I nomi dell'I Ching richiamano esperienze interiori o quotidiane costitutive dell'agire umano, lette e interpretate secondo cicli e immagini naturali, marcatamente stagionali.
Il libro si consulta allo scopo di ottenere interpretazioni su specifiche situazioni personali o di governo, all'interno di una prospettiva del presente legata al ritmo dell'esistenza, dell'età, di conflitti tra positivo e negativo, sempre in termini dialettici e pacificatori. 

Il canone di Jane Austen ( Inghilterra, Hampshire, 1775-1817) è composto da romanzi, lettere, scritti giovanili e scritti incompiuti.
Jane Austen pubblica in vita; in vita ha successo e una retribuzione economica. Tuttavia, poco la accomuna a una attuale scrittrice di fama: i suoi romanzi vengono pubblicati in forma anonima, non frequenta né scrittori né circoli letterari, si sposta raramente dallo Hampshire, e con dichiarata riluttanza.
L'ordine di pubblicazione delle opere non segue quello di composizione: l'esordio editoriale avviene a trentasei anni, con Sense and Sensibility, quando l'autrice ha già scritto racconti e romanzi giovanili, parodie e lettere, ma soprattutto versioni provvisorie o definitive di Northanger Abbey (dapprima Susan, pubblicato postumo nel 1817),Lady Susan ( 1871), Mansfield Park (1814) e la prima versione di Pride and Prejudice (1813). Nei seguenti due anni scrive Emma (ultimo romanzo pubblicato in vita, nel 1815), Persuasion (postumo, 1817, con data 1818) e conclude dodici capitoli di Sanditon (1925).

Al centro di ogni romanzo austeniano c'è una protagonista femminile; eccezion fatta per Emma Woodhouse, si tratta di giovani modestamente e instabilmente collocate nella scala sociale, alle quali un matrimonio d'amore con un uomo di magra affluenza è per principio sconsigliato;  laddove il cuore batta per un maggiorente,  l'unione è tiranneggiata dall'alto, tramite calcoli e convenzioni, perché egli è obbligato dai suoi standard (o dai suoi debiti, dipende). Emma, figlia nubile del proprietario più importante della zona, per lunga parte della vicenda non pensa affatto a sposarsi, perché sa di non averne bisogno. Ricca com'è, può dunque dedicarsi a infestare la terra dei sentimenti altrui con consigli capricciosi e inavveduti.

Tutte le protagoniste, Emma compresa, troveranno amore e matrimonio grazie a un processo di crescita e consapevolezza propria e dell'amato, in una prospettiva di buona disposizione, perseveranza e affermazione della virtù: atteggiamenti tanto alti per contenuto e linguaggio quanto soddisfacenti a eliminare il tormento economico. Nel crogiolo di miss Austen bolle forte una salsa di convinzioni e pragmatismo, coesistono il bene materiale e il bene etico, la norma e la ribellione.

AUSTEN E I CHING Introduzione a una lettura in parallelo

È abitudine non tanto inconsueta, tra lettori affezionati di un certo preciso libro, domandare consiglio in tempo di dubbio o di avversità. Si aprono le pagine a caso, se ne traggono sentenze, indizi, direzioni.

Dai romanzi cosiddetti "adulti" di Jane Austen (Northanger Abbey, Sense and Sensibility, Pride and Prejudice, Mansfield Park, Emma e Persuasion) ricaviamo pareri inossidabili in fatto di dilemmi, non solo strettamente sentimentali ma anche sociali e morali. Considerando i due secoli e oltre di distanza dalla loro composizione, i verdetti risultano sorprendentemente efficaci e possono davvero essere molto austenianamente finalizzati al pratico, come testimonia il mazzo di tarocchi di Diane Wilkes da cui è tratta l'illustrazione per la presente nota. D'altronde, le protagoniste offrono profili tali da consentire un gioco di inferenze sottilmente coordinato e complesso. Sebbene l'occulto nel mondo di Jane sia stato rappresentato soprattutto dall'assenza del suo nome sulla copertina dei romanzi.

La prodigiosa replica della scrittrice al molteplice confinamento che ingabbiava la classe media del suo tempo (matrimoni combinati, vacuità di occasioni sociali, pregiudizi e restrizioni intellettuali, dipendenza economica) è stata una galleria di adolescenti e giovani donne che dicono invece: "Io vorrei un modo etico, per poter vivere" e di conseguenza agiscono con perseveranza, dignità e senso pratico nei confronti di individui e situazioni spiacevoli. Da più di duecento anni agiscono con una grazia e una fermezza tali da costituire, per il lettore appassionato, un reticolo di situazioni e pensieri esemplari in caso di conflitto o pressione.

In questi ultimi anni ho sperimentato come il contatto con il mondo di Jane – fossero testi, film o prodotti televisivi - mi infondesse invariabilmente sollievo e conforto in momenti di fatica mentale e emotiva. In principio, io stessa attribuivo alto valore tonico al vestito visivo delle storie dell'Ottocento inglese. Con il tempo, mi sono trovata agganciata nel profondo alla visione dei rapporti e della difesa delle proprie scelte espressa dal canone austeniano. Crudelmente, pazientemente, argutamente, si parla delle varie fasi della vita e di come siano possibili processi di crescita e cambiamento in momenti di incertezza e contrarietà. 



La perseveranza, la comprensione, la crescita sono temi fondamentali de Il Libro dei Mutamenti. Mi è sembrato possibile fare alcune considerazioni in parallelo tra l'I Ching e il canone austeniano, per alcune specificità che riguardano sia i temi trattati che il ruolo del lettore.



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martedì 4 dicembre 2012

INCIPIT VITA NOVA - racconto senza fine

Di questo testo nessuna parola ho scritto.
L'ho costruito per gioco utilizzando incipit di romanzi e racconti presi dal mio scaffale. 






Molti sono gli amici che mi aiutarono a scrivere questo libro.
Alcuni sono morti, e di tale fama che appena oso nominarli.
Se la cosa avesse un senso qualsiasi – e non ne ha nemmeno l’ombra –
mi sentirei forse incline a dedicare questa narrazione, per quel che vale,
all’invisibilità.



   Utterson, il legale, era un uomo dal volto ruvido, mai illuminato da un sorriso.
   - Caro Halford, quando ci siamo visti l’ultima volta mi hai fatto una narrazione molto minuziosa e interessante degli eventi più significativi. Tutta la verità di questo strano caso il mondo l’attende da tempo e sarà certo benvenuta per la curiosità del pubblico. All’inizio l’arte del puzzle sembra un’arte breve, di poco spessore. Ma coloro che pensano, non meno di coloro che sentono profondamente, ne hanno sempre difeso l’esistenza. È una cosa universalmente riconosciuta.
   - Niente da fare. Mi sono accinto più volte a scrivere queste mie memorie, e uno strano sentimento misto di terrore e di angoscia mi ha sempre distolto dal farlo. Tra i molti problemi che assalgono un romanziere, la scelta del momento in cui cominciare il suo libro non è il meno grave. Quando un uomo è nel mio stato... l’infelicità è infinita. Dichiaro innanzitutto di non possedere quelle doti d’immaginazione ed espressione che mi avrebbero permesso di ricreare, per il lettore, la personalità dell’uomo che…
   - Andiamo. L’inizio è facile da individuare. Apro la lettera… Erano le sette di una sera caldissima.
   - Un giorno d’estate. Il giorno era passato giusto così, come passano i giorni. In un caldissimo principio di luglio, verso sera, un giovane uscì dalla propria misera stanza che occupava in subaffitto in una casa del vicolo…
   - Scomparve? L’invisibilità mi sembra il requisito primario dell’eleganza.
                 - Per cominciare: era partito, approfittando delle vacanze, per una spiaggia che distava
               mezza giornata di viaggio. A metà strada tra Marsiglia e la frontiera italiana c’è un grande
              albergo intonacato di rosa.
   - Era di moda, anni fa. Palazzo bello. Andiamo, caro Halford. Il forestiero arrivò un martedì.
   - Non si poteva andare a passeggio, quel giorno. Era una sera d’estate e nella grande stanza con le finestre sul giardino si parlava di fogne.
  - Una stanza elegante.C’erano soltanto due americani nell'albergo. Un uomo qualunque…
  - Per me lo trovo perfetto. Sono un americano. Guardo giù nella strada profonda e solenne tra gli edifici massicci. Sono come una macchina fotografica dall’obiettivo aperto: registro passivamente, non penso. Sono un americano.
   - “Sì, certamente, se domani farà bel tempo”, disse la signora. Bella, intelligente e ricca, con una dimora confortevole e di carattere felice. Fu un vero colpo di fulmine. -  Utterson mangiò un’arancia sputandone i semi adagio: - La trovarono dei ragazzini. Questo ho sentito. Il sole non era ancora sorto. Non si distingueva il mare dal cielo. Era una donna minuscola.
- Era di moda, anni fa, farsi beffe dell’amore a prima vista come di una ridicola fantasia. Ma le persone che pensano, e quelle che sentono profondamente, hanno sempre affermato la sua esistenza, - l’americano versò un’altra tazza di caffè:  - Che cos’è la verità? Il mondo è tutto ciò che accade. Il mondo è l’insieme dei fatti, non delle cose. Niente da fare.
   - Comincio a crederlo.

 ( ... )


UNA SPECIE DI RITORNO A CASA - racconto palindromo



  Un racconto di molti anni fa ripreso di recente. Palindromo in senso lato: la scansione in avanti e all'inverso va per frasi. Un racconto sul tempo, anche un gioco..


   Anche se non gli credo, ho deciso di tornarci.
   Non posso negare che mi faccia uno strano effetto.
   Afferma che la sua libreria sia la migliore. Quando vedi il reparto antiquario ci credi.
   Non ho capito come riesca, forse dipende dal primo libro che scegli. D’istinto ho cambiato argomento ogni volta che si è accennato alla mia vita personale.
   Non sa dove lavoro, né dove abito.
   Io avevo sempre dubitato, a cominciare da quella storia che poteva mostrarmi in sogno le scarpe che ho posseduto nel corso della mia vita.
    – Da nuove o da usate?  
    – Non difenderti. Nuove. Non tutte insieme.
   Nei giorni precedenti aveva insistito: – Vorresti scrivere a Emily Brontë? –.
    –  Oppure a chi?
    – Non difenderti. Ti risponde.
   Davanti alla libreria c’è sempre un bambino che vende sigarette. Ogni volta come ora ne compro un pacchetto e gli regalo il resto come scongiuro.
   Appena mi vede va a prendere qualcosa dietro al banco: – Notizie, –  una busta chiusa. – Le ho scritto a nome tuo. Mandale i miei saluti, alla prossima.
   In verità la notte passata avevo rivisto il mio primo paio di stivali. Camoscio. Chi era stato a volere quel sogno? Dunque è vero anche che può scrivere a qualsiasi scrittore, di qualsiasi epoca, a condizione che sia morto. Lui ha qualsiasi indirizzo.
   Adesso in libreria mi mostra l’orologio.
   – Vuoi tornare indietro nel tempo? Il tempo all’incontrario. Diciamo mezz’ora, per cominciare.
   Stavolta non gli credo.
   Spinge indietro le lancette, una spinta di niente, tra pollice e indice.
   Stavolta non gli credo.
   – Vuoi tornare indietro nel tempo? Il tempo all’incontrario. Diciamo mezz’ora, per cominciare.
   Adesso in libreria mi mostra l’orologio.
   In verità la notte passata avevo rivisto il mio primo paio di stivali. Camoscio. Chi era stato a volere quel sogno? Allora è vero anche che può scrivere a qualsiasi scrittore, di qualsiasi epoca, a condizione che sia morto. Lui ha qualsiasi indirizzo.
   Appena mi vede va a prendere qualcosa dietro al banco: – Notizie,  –  una busta chiusa. – Le ho scritto io, da parte tua. Mandale i miei saluti, alla prossima.
   Davanti alla libreria c’è sempre un bambino che vende sigarette. Ogni volta come ora ne compro un pacchetto e gli regalo il resto come scongiuro. Nei giorni precedenti aveva insistito: – Vorresti scrivere a Emily Brontë? –.
    –  Oppure a chi?
    – Non difenderti. Ti risponde.  
   Io avevo sempre dubitato, a cominciare da quella storia che poteva mostrarmi in sogno le scarpe che ho posseduto nel corso della mia vita.
   – Da nuove o da usate?
   – Non difenderti. Nuove. Non tutte insieme.
   Non sa dove lavoro, né dove abito.
   Non ho capito come riesca, forse dipende dal primo libro che scegli.      
   D’istinto ho cambiato argomento ogni volta che si è accennato alla mia vita personale.
   Afferma che la sua libreria sia la migliore della città. Quando vedi il reparto antiquario ci credi.
   Non posso negare che mi faccia uno strano effetto
   Anche se non gli credo, ho deciso di tornarci.