mercoledì 27 febbraio 2019

TuTTOTuRANDOT_teatroeducazione_FIGURA&COSTUME_scuola primaria 2019

Il costume non è un vestito che sta più o meno bene addosso.
Il costume aiuta a creare il personaggio, dà un senso preciso allo spettacolo, e deve avere un rapporto sia con gli altri costumi che con la scena.

In ogni oggetto ci deve essere sempre qualcosa di ambiguo, 

in modo che sembri vero, ma non lo sia mai del tutto.
Emanuele Luzzati  e Tonino Conte, Facciamo insieme teatro


La base per ogni progetto per costume è semplice, elegante, di effetto:

il kimono

prove su carta 20x20cm, tecniche miste

I kimono progettati sono collage su basi 40x40cm di tessuto non tessuto:


Prendiamo confidenza con la storia e l'ambiente di Turandot.
 Ci sono due gruppi di personaggi: il popolo e la corte.

Occorrono materiali sia umili che preziosi.


A casa e a scuola si trovano molti elementi che possono essere utilizzati.

Gli oggetti e i materiali di uso comune sono amici di gioco:
sanno originare invenzione meccanica, artistica, poetica, narrativa.

Il colore può guidare la scelta, così come la capacità di un materiale quotidiano di essere trasformato, invecchiato, 
impreziosito, sporcato, colorato,
con tecniche e strumenti sempre adeguati a ogni componente del laboratorio.

INGREDIENTI:

campionari di tessuto per tappezzeria
capi di abbigliamento e costumi di teatro usati


contenitori e imballaggi per alimenti e decorazioni natalizie


elementi di merceria


parti smontate da capi di abbigliamento e accessori


da oggetti domestici e di scuola.


POPOLO DI PECHINO

I personaggi-kimono cominciano a prendere forma:

ATTO I

 TIMUR

LIU'

CALAF

ALTOUM

TURANDOT


Non ci sono materiali "giusti" o "migliori" in assoluto.
Ci sono scelte, c'è la fantasia, il senso della situazione.
C'è lo sguardo interessato di chi propone e di chi fa.



Si può vedere che ogni cosa è un linguaggio per qualcosa

e niente è linguaggio per tutto.


Peter Brook, Lo spazio vuoto


i lavori presentati sono opera di

 Emma Agostinelli   Eitan Anav   Gabriele Barilaro  Tobia Bellucci
Margherita Borrelli  Andrea Castagliuolo  
     Giorgia D'Andrea  Elena Fede
    Jonathan Fellah  Nadine Fellah  Greta Fortuna  Anita Frisone
              Chiara Gentili  Yoav Mieli  Leonardo PalmiottI
        Chiara Procopio  Giovanni Sergi  Bernardo Serrao

a cura di
Annalena Manca



martedì 22 gennaio 2019

NE' GONNA NE' PANTALONI_ vestire una performance_AMEDIMilano&AnnalenaManca

NE' GONNA NE' PANTALONI
Associazione Movimento Evolutivo Dinamico Italia - Milano
con Annalena Manca

un percorso teatrale sull'identità di genere 
con scarpe rosse abbigliamento oggetti di casa e sartoria

Cristina Quarta
Francesca Ripoli
Irene Pani
Isadora Fortino
Claudia Pastorini
Veronica Guerriero


Claudia Pastorini​ di AMEDI Milano mi ha chiesto di intervenire sulla performance 
che l'Associazione Movimento Evolutivo Dinamico aveva presentato nel giugno 2018. 
Un primo esito basato soprattutto sull'espressività del corpo 
e su un tessuto di parole-racconto elaborato dal gruppo.

 
La stessa donna, Lalù, interpretata da sei donne, vestite con abiti neri e scarpe rosse. 
Come potenziare  l'aspetto simbolico e visivo?


Ho accettato la proposta. Da ottobre a gennaio, una volta al mese, a Milano.

OTTOBRE


Per iniziare, composizioni con elementi naturali, tessili, di carta.


Le composizioni si sono collegate tra loro attraverso improvvisazioni nello spazio.


Le composizioni hanno formato dei percorsi.


Sono nate due fiabe, animate dalla voce e dai corpi in movimento.


 Sperimentare nuove possibilità, 
non soltanto ritrovare un copione motorio e verbale 
in vista di nuove presentazioni al pubblico.


In seguito il gruppo ha modellato acqua e farina in un unico recipiente.


Cooperare, sperimentare il contatto, partecipare a una creazione collettiva.


Per concludere l'incontro, sei donne di pasta: da tutte a una, da una a tutte.


NOVEMBRE


Scarpe, vestiti, accessori e oggetti portati da casa.
Manteniamo il nero e il rosso come tinte prevalenti.


Un repertorio quotidiano, simboli convenzionali, culturali e commerciali.
Cose preferite, personali, di famiglia.
Un altro impasto.


Esperienze di composizione.
Insieme, assemblare tutto in un unico oggetto.


Osservare le qualità, notare i dettagli.


Tavola apparecchiata


 Scegliere via via quali oggetti sostengano meglio l'azione e le parole.


Un essere misterioso


Una borsa vittoriana come quella di Mary Poppins, un vulcano, un carico di viaggio, il baule del circo, un complesso di ingranaggi.


DICEMBRE e GENNAIO


Riprendiamo la performance, scena per scena.
Colleghiamo alcuni oggetti e figure di insieme a parti dell'azione.
Procediamo verso una selezione:
colore, materiale, capacità di dialogare con la luce e con gli oggetti vicini.


Le composizioni di oggetti si integrano con la struttura della performance.


A volte l'ordine, a volte il disordine.


Il movimento, l'immobilità.
Anche gli oggetti possono essere evolutivi e dinamici.


Cose che richiamano ricordi e situazioni. Allacciano il pubblico.


I vestiti e gli accessori possono obbligare e imprigionare.
Oppure possono permettere combinazioni e invenzioni continue.


Abbiamo inserito in una scena un gioco libero con i vestiti:
ogni volta otteniamo nuove combinazioni e nuovi personaggi.

n é   g o n n a   n é   p a n t a l o n i


L'identità. Misurare e sentirsi misurati. 


Un serpente pericoloso. Un filo che ti trae in salvo. 
Dipende.


Ogni oggetto è una possibilità di gioco.


La potenza visiva e narrativa di un insieme formato da oggetti dello stesso tipo.


Gli oggetti disegnano lo spazio.


Un oggetto scelto definisce la scena tanto e quanto possano farlo le parole.


La presenza di oggetti essenziali e significativi 
potenzia la presenza e la voce del corpo.


FEBBRAIO


 grazie a Claudia Pastorini


grazie a Cristina, Francesca, Isadora, Irene, Veronica

 AMEDI Milano, La Scorta Civica,  ottobre 2018 - gennaio 2019